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Quando la reputazione online viene danneggiata – Seconda parte

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Quando la reputazione online viene danneggiata – Seconda parte

Conseguenze della perdita di reputazione

Nella prima parte di questo articolo abbiamo esaminato il caso dello scandalo della carne di cavallo del 2013 e di come la diffusione virale della notizia abbia danneggiato la reputazione di importanti aziende come Lidl, Ikea o Co-op. Ci sono stati casi in cui la perdita di reputazione è stata ulteriormente aggravata da una cattiva gestione dei social media dopo che la notizia è stata resa pubblica. In questo articolo parleremo di due casi in cui l’eco mediatica conseguente allo scandalo ha peggiorato la situazione già critica che ha visto nel mirino due importanti società.

Nestlé e l’olio di palma: l’importanza di saper gestire i commenti negativi

La crociata contro l’olio di palma che attualmente sta spopolando in tutte le campagne pubblicitarie ebbe inizio intorno al 2010, quando Greenpeace lanciò una campagna satirica contro la Nestlé, mettendo in evidenza come le pratiche di estrazione dell’olio di palma utilizzate da quest’ultima stessero mettendo in pericolo la fauna locale di Orangutan. La situazione, di per sé già molto delicata, fu malamente gestita dalla Nestlé che, ai commenti indignati degli utenti sulla sua pagina Facebook, rispose con un’aggressiva politica di repressione e cancellazione. La cosa ebbe un impatto talmente devastante che l’azienda dovette cambiare i suoi metodi di estrazione passando a tecniche più environmentally firendly.

Lo scandalo di Domino’s Pizza: il potere della viralità

Diversi anni fa una serie di video in cui due impiegati di Domino’s Pizza manipolavano in maniera molto poco igienica i prodotti che sarebbero poi stati venduti ai clienti furono diffusi su YouTube. La risposta di Domino’s fu rapida: l’azienda identificò e licenziò gli autori dei video e provvedette alla temporanea chiusura della struttura interessata per igienizzarla. Ma la velocità di diffusione delle clip, soprattutto dato il contenuto delle stesse, fu comunque un duro colpo per la reputazione della catena che, nonostante la sua reazione pronta e professionale, vide notevolmente calare le vendite.

 

Dati i casi riportati, è evidente quanto saper gestire la propria immagine virtuale in un mondo sempre più veloce e tecnologico sia fondamentale. Rivolgersi ad un professionista per la gestione della propria reputazione può salvare situazioni critiche.

 

 

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